Il 15 ottobre a Palazzo Lombardia la scelta di sei vincitrici tra le migliori startup universitarie

La sedicesima edizione della fortunata competizione Startcup Lombardia, promossa da Regione Lombardia, è arrivata al suo momento clou: lunedì 15 ottobre, a Palazzo Lombardia, si premiano le sei startup vincitrici del concorso, selezionate all’interno di una rosa di dodici finaliste. Queste, infatti, presenteranno le proprie idee tecnologiche davanti a investitori e rappresentanti delle istituzioni coinvolti nell’organizzazione della competizione, i quali decreteranno quali risultano essere le migliori.

 

Ma c’è di più: oltre a ricevere un contributo economico, le sei vincitrici avranno diritto a un accesso diretto al Premio Nazionale Innovazione (PNI2018), che si terrà a Verona i prossimi 29-30 novembre.

 

La competizione ha l’obiettivo di favorire la crescita di nuove imprese ad alto potenziale, scelte tra quelle nate, ospitate o legate da rapporti di collaborazione con le Università e gli Incubatori Universitari lombardi.

 

Il concorso è anche uno strumento di diffusione della cultura dell’innovazione all’interno del contesto universitario: Startcup Lombardia favorisce e sostiene un’imprenditoria centrata proprio su ricerca e innovazione, per promuovere lo sviluppo economico del territorio lombardo in settori strategici, da quello dell’ICT & Services a quello delle Life Sciences & Agrofood, dal Cleantech & Energy fino al mondo delle Industrial Technologies.

 

Le aziende partecipanti hanno avuto anche l’opportunità di accedere a un programma di empowerment imprenditoriale, con il supporto di mentor ed esperti di settore.

 

IL MONTEPREMI COMPLESSIVO: 60 MILA EURO

 

Il montepremi complessivo messo a disposizione da Regione Lombardia è di 60 mila euro, così suddiviso: tre premi da 15 mila euro ciascuno da assegnare al primo, secondo e terzo progetto classificato e tre e premi da 5 mila euro da assegnare al quarto, quinto e sesto progetto. I premi saranno attribuiti sulla base di una classifica che comprende tutti i progetti finalisti, indipendentemente dalla categoria di candidatura.

 

Previsti anche premi speciali: uno da 5 mila euro che permette di accedere all’acceleratore di startup FoodForward; e quattro premi da 2.500 euro ciascuno, assegnati dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi alle startup maggiormente in linea con il Piano Nazionale Impresa 4.0 e che si caratterizzino per l’utilizzo di tecnologie abilitanti collegate al Piano.

 

ECCO LE FINALISTE

 

Diamo uno sguardo alle 12 startup finaliste. Si parte da Dirty Sensing, che promuove una tecnologia innovativa per il controllo real-time della qualità dell’acqua, pensata per garantire reti efficienti e prodotti sicuri. C’è poi VoltaPlant, la prima startup italiana che recupera l’energia naturalmente dispersa dalle piante per trasformarla in elettricità; ma anche C4H2 – Cans for Hydrogen, che utilizza una tecnologia con un doppio beneficio per l’ambiente: dalle lattine riciclate ricava l’idrogeno per alimentare i motori del futuro a emissioni zero. PhotonPath – Optical Amplifier White-boxes, invece, realizza amplificatori ottici in tecnologia fotonica integrata, compatti e riconfigurabili, in un processo automatizzato e scalabile.

 

MOI punta invece a ridefinire la manifattura dei materiali compositi, utilizzando robotica e intelligenza artificiale. Reazione, ingegnerizzazione e produzione di sorgenti laser “ultrafast” per applicazioni di ricerca e industriali sono il cuore del progetto di LITHIUM lasers. TriMatech Weelcharis Innovation è nata per aiutare le persone disabili in attività semplici. FLEEP realizza dispositivi flessibili, leggeri, riciclabili e sottili come carta. ISAAC-AMD utilizza la tecnologia omonima, il nuovo standard per la protezione sismica e il monitoraggio continuo di strutture civili. Complexdata usa l’intelligenza artificiale per stimare il rischio metastatico favorendo la medicina di precisione, mentre CaSRevolution, si presenta come la rivoluzione per la cura dell’Alzheimer proveniente dall’Italia. Infine, Mag Shell propone un device biodegradabile di drug-release per ridurre le frequenti iniezioni intraoculari.

 

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