La digital transformation riguarda tutto e tutti: non è solo un tema che riguarda le imprese ma coinvolge con la stessa importanza la pubblica amministrazione e i servizi al cittadino.

Tra questi, un settore sicuramente al centro di questa rivoluzione è quello della Sanità. In tale ambito si sovrappongono - come sempre secondo una logica complessa - tecnologia, organizzazione, politiche e strategie nonché comportamenti e stili d’uso.

L’adeguamento della Sanità ad un nuovo modello digitale, è oggetto di specifiche politiche oltre che di progetti e iniziative di sperimentazione.

Per avere un quadro di quale sia la situazione attuale sulla Sanità digitale, è utile analizzare il parere autorevole del Professor Mariano Corso, Responsabile Scientifico Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano e Direttore Scientifico Digital360, e di Chiara Sgarbossa, Direttore Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano.

Innanzitutto lo scorso 2017 può definirsi un anno positivo; quattro sono gli elementi che danno fiducia.

La diffusione del fascicolo sanitario elettronico sta procedendo, con casi eccellenti e con un dato generale soddisfacente (il FSe è stato attivato da 16 regioni italiane).

La dematerializzazione delle ricette ha avuto un successo notevole, ed ha raggiunto il rate dell’82,75%. Si deve sottolineare come permanga ancora la presenza del promemoria cartaceo che dimostra come la dematerializzazione totale si debba ancora compiere del tutto.

La pubblicazione del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017–2019, costituisce un passo importante per dare un indirizzo architetturale coerente e unitario ai piani di digitalizzazione delle PA.

La consegna alle regioni del “Manuale d’istruzioni, con la lista degli strumenti che consentiranno di verificare i dati e di procedere all’opportuna attività di benchmarking” completa il percorso avviato con il Piano Nazionale Cronicità (PNC) emanato in sede di Conferenza Stato-Regioni.

A fronte di questi risultati permangono ovviamente delle criticità, che Corso concentra su tre elementi:

1. il rafforzamento della Governance a livello centrale o, almeno, a livello regionale;

2. un sistema di public procurement meno rigido;

3. un maggiore investimento nelle competenze digitali di cittadini, medici e dirigenti sanitari.

Ci auguriamo che questi punti saranno oggetto delle politiche attuate dal Governo e dalle Regioni.

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