L’intervento dell’astrofisico del Cluster lombardo Aerospace: eccellenze anche grazie ai giovani

La notizia dell’individuazione di un lago sotterraneo su Marte - scoperta presentata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dall’Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF), dal CNR e dalle Università Roma Tre, Sapienza e di Chieti - Pescara, ndr - è di grande importanza perché consolida l’idea che nel passato sul Pianeta Rosso potesse esserci molta acqua liquida in superficie. Inoltre, potenzialmente questi tipi di serbatoi, per quanto a una temperatura molto bassa (-10/20o C), potrebbero ancora contenere vita a livello di fauna e flora microscopica.


La seconda osservazione che vorrei fare riguarda invece la tradizione che lega la Lombardia e Marte, a cominciare dal fatto che il fondatore della moderna planetologia è stato proprio Giovanni Virginio Schiapparelli, direttore dell’Osservatorio di Brera (dal 1862 al 1900) e che le prime mappe moderne del pianeta rosso sono state fatte tramite osservazioni dal tetto di Palazzo Brera a Milano.


La cosa curiosa è che per molto tempo Schiapparelli sia stato convinto della presenza di acqua sulla superficie di Marte, convogliata nei famosi “canali” che potevano essere collegati a una civiltà aliena. Tale ipotesi ha tra l’altro ispirato molti racconti di fantascienza - uno su tutti “La guerra dei mondi” di H.G.Wells – e, di fatto, è stata esclusa solo negli anni ‘60 del secolo scorso, con le prime immagini di Marte catturate dalle sonde spaziali che hanno raggiunto il pianeta rosso.


Oggi l’Osservatorio di Brera, insieme al suo “gemello” INAF IASF-Milano (Istituto di AstroFisica Spaziale), non si occupa più così prevalentemente di scienze planetologiche, ma continua a effettuare ricerche di alto livello soprattutto nel settore dello studio di oggetti compatti come stelle di neutroni e buchi neri, nel settore dell’astronomia extragalattica e della ricerca degli “exoplanets” - cioè di pianeti associati a sistemi stellari diversi dal nostro Sole - e nel campo delle innovative tecnologie per telescopi da Terra e spaziali.


Di particolare rilievo per entrambi gli Istituti INAF di Milano è l’astronomia nei raggi X e raggi gamma, avendo raccolto l’eredità culturale lasciata da Beppo Occhialini e dai suoi collaboratori tra cui Livio scarsi e Riccardo Giacconi (co-vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 2002 per la scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X).


Gli Istituti INAF lombardi hanno ad esempio dato un contributo di estrema rilevanza nell’Osservazione della controparte elettromagnetica dell’onda gravitazionale osservata a Ferragosto 2017 e dovuta al fenomeno di coalescenza tra due stelle di neutroni, che tanto eco ha fatto nel modo scientifico e dei media.


Peraltro va menzionato che a Milano, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico (pure Socio del Cluster Aerospaziale Lombardo) opera il gruppo fondato dalla Prof. Amalia Finzi - scienziata spaziale di fama mondiale la quale ha formato generazioni di ingegneri spaziali - che si occupa di ricerche spaziali e in particolare dell’implementazione di sonde planetarie basate su tecnologie innovative.


Le scienze spaziali sono un fiore all’occhiello della ricerca italiana, grazie anche alla presenza dell’Agenzia Spaziale Italiana che coordina e finanzia il settore. Va ricordato che l’Italia è stato il terzo Paese, dopo Stati Uniti e Russia, a lanciare un satellite in orbita, anche se pochi forse ne sono a conoscenza. La collaborazione tra ASI, Istituti di ricerca (INAF, INFN, CNR, INGV) e Università ci permette di partecipare alle maggiori ricerche aerospaziali, di fare delle scoperte e di sviluppare strumenti importanti.


Queste attività sono particolarmente importanti anche sul territorio lombardo, sia a livello di ricerca sia di industrie coinvolte. Per fare un esempio, parliamo dell’implementazione di satelliti e di strumenti spaziali, in collaborazione con l’agenzia spaziale Europea ESA, la Nasa e con le altre principali agenzie spaziali, non solo per l’esplorazione del nostro Sistema Solare, ma per effettuare studi di Astrofisica, Cosmologia, Fisica fondamentale e monitorare la nostra Terra.


Il sistema radar utilizzato a bordo del satellite Mars - Express per la scoperta dell’acqua liquida su Marte, Marsis, è stato progettato alla Sapienza a Roma ma è stato sviluppato anche grazie alla collaborazione fondamentale con industrie Italiane. In Lombardia va menzionata la presenza di industrie spaziali di importanza nazionale come Leonardo, Thales e ThalesAlenia Space e CGS che, insieme a tante altre industrie medie e piccole di altissimo livello tecnologico, sono anche parte del Cluster regionale lombardo dell’Aerospazio. Importantissimo è il legame tra industrie che operano in Lombardia e Università e Istituti di Ricerca. Vorrei a questo proposito ricordare che il Politecnico di Milano ha sviluppato insieme a Leonardo (nell’ambito di un programma guidato dalla professoressa Finzi), una tecnologia per il campionamento di superfici rocciose di comete e pianeti (inizialmente utilizzato per la sonda Rosetta) che è un fiore all’occhiello per la Lombardia e l’Italia. La ditta Media Lario (Lecco) è diventata leader del settore nella produzione di specchi radenti per astronomia in raggi X grazie alla collaborazione con INAF, sulla spinta delle attività di sviluppo guidate dal Prof. Oberto Citterio.


Infine, va sottolineato che le ricerche spaziali e astronomiche in Italia e in Lombardia coinvolgono molti giovani ricercatori, che danno un supporto fondamentale per il loro successo. Purtroppo, l’assenza della possibilità di attuare un’efficace programmazione nelle assunzioni e nell’applicazione del turn-over, ha portato ad accentuare negativamente il fenomeno del precariato. Di fatto, molti giovani ricercatori hanno problemi ad avere un contratto stabile, nonostante svolgano un ruolo molto importante, portando questo ad avere ricercatori che prolungano le proprie attività su contratti non permanenti oltre all’età dei quarant’anni. In parallelo, vi è una “fuga di cervelli” verso istituti di eccellenza all’estero, vedi il Max Planck Institute in Germania, la NASA e le gradi Università americane ed europee. È peraltro proprio in questo momento in corso un programma straordinario di assunzioni rivolto ai ricercatori precari. Ma il problema rimarrà irrisolto fino a quando il sistema Italiano legato alla Ricerca non si doterà di strumenti finanziari e legislativi per poter adottare una programmazione ottimale.


Il professor Giovanni Pareschi è stato Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera-INAF dal 2008 al 2014, attualmente è Consigliere del Lombardia Aerospace Cluster. Guida la partecipazione INAF al progetto internazionale per l’astronomia in raggi gamma Cherenkov Telescope Array Observatory e ha collaborazioni con le agenzie spaziali ASI, ESA e NASA soprattutto per la realizzazione di telescopi spaziali per raggi X come ATHENA e LYNX.


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