Cresce l’attenzione internazionale per il ‘Nobel lombardo’: 130 le candidature, anche dall’estero

Si è chiusa con oltre 130 proposte da scienziati di tutto il mondo la fase di raccolta delle candidature all'edizione 2018 del Premio 'Lombardia è ricerca': il 'Nobel della Lombardia', promosso dalla Regione che assegna 1 milione di euro alla migliore scoperta nel settore delle Scienze della Vita, selezionata da una giuria di 15 top scientists. Con grande attenzione alle ricadute locali: il 70% dell’assegno deve essere destinato a ricerche che abbiano legami con il territorio lombardo.

UNA FORTE IMPRONTA INTERNAZIONALE

Come per la prima edizione, non sono ammesse autocandidature: Regione Lombardia ha chiesto a ricercatori esperti nelle Scienze della Vita di indicare le scoperte e i colleghi meritevoli del Premio. Toccherà ora ai giurati individuare la scoperta scientifica più significativa, tra quelle segnalate dall’Italia ma anche dall’estero e in particolare da Stati Uniti, Francia, Spagna, Inghilterra, Svizzera e Australia. La stessa giuria in questa seconda edizione del Premio ha accresciuto il proprio profilo internazionale con l'ingresso di diversi scienziati attivi in importanti sedi estere: dalla University of California a San Diego al Cambridge Graphene Centre, dalla ICAHN School for Medicine Mount Sinai al La Jolla Institute (per l’elenco completo dei top scientists: http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/...).

Al Premio 'Lombardia è ricerca' possono concorrere scienziati in attività: una singola persona o un gruppo di ricerca. Tutti gli scienziati compresi nella Lista 'top italian scientists', con un H-index (un numero che racchiude sia la produttività, sia l'impatto della produzione culturale o scientifica di una persona basato sulle citazioni ricevute) pari o superiore a 50 avevano diritto a indicare dei colleghi come possibili candidati al Premio. Per l'edizione 2018 le candidature arrivano anche da parte di alcune delle maggiori Accademie, istituzioni e società scientifiche nazionali e internazionali, come ad esempio l'Accademia dei Lincei o la European Association for Cancer Research.

L’IMPATTO SUL TERRITORIO

"Sono arrivate proposte di candidatura da oltre 130 scienziati che operano nei più importanti istituiti di ricerca del mondo. Una partecipazione senza precedenti, che non solo dimostra il successo dell'iniziativa, ma anche come questo premio si sia affermato in poco tempo come un riconoscimento prestigioso in grado di attirare l'attenzione della comunità scientifica nazionale ed internazionale". Questo il commento del vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione. "La Lombardia si conferma un vero e proprio hub delle Scienze della Vita e dell'innovazione - ha aggiunto il vicepresidente -. Si tratta di un patrimonio di competenze che vogliamo valorizzare e accompagnare in maniera sussidiaria, per il valore degli investimenti che è in grado di generare sul tessuto economico lombardo e per il positivo impatto che può sviluppare in termini di benessere alla collettività".

Il tema individuato dalla Giunta regionale per l’edizione 2018 è la medicina di precisione, che ha come obiettivo un intervento il più preciso possibile sulle alterazioni specifiche provocate da una determinata malattia in un paziente, grazie soprattutto a screening genetici, metabolici, proteici. Le scoperte candidate riguardano infatti terapie innovative per diverse forme di tumore, malattie rare, leucemie e linfomi, Alzheimer, malattie infiammatorie e della pelle.E saranno valutate nei prossimi mesi dalla giuria per la loro originalità, la forza innovativa e l’impatto scientifico, per la collocazione nel panorama scientifico internazionale e per il loro potenziale di sviluppo, con particolare riferimento all'impatto sulla qualità della vita dei cittadini.

LA CRIMONIA DELL’8 NOVEMBRE

La cerimonia di consegna del Premio si terrà l’8 novembre, nella Giornata per la Ricerca istituita da Regione Lombardia nell’anniversario della scomparsa del grande oncologo Umberto Veronesi.

Nel 2017, nella sua prima edizione il Premio internazionale è stato assegnato al professor Giacomo Rizzolatti, che da anni collabora con l’ospedale Niguarda di Milano ed è direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, per la scoperta dei neuroni specchio, base fisiologica dell’empatia e dunque del carattere sociale dell’uomo (per un resoconto della giornata si veda http://www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/prospettiva-aperta/news/ecco-la-prima-giornata-della-ricerca-di-regione-lombardia).

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